top of page

Svogliato, difficoltà di apprendimento, iperattività, dislessia

Claudio Longato
3 giorni fa
Tempo di lettura: 7 min

Aggiornamento: 2 giorni fa

bibliografia clinica su apprendimento, produttività scolastica, sviluppo cognitivo e sintomi


Un bambino che evita la lettura, si stanca dopo poche righe o sembra “svogliato” non ama la scuola, fatica a stare al passo con i compagni, la causa o concausa potrebbe essere un problema visivo di refrazione e/o la ridotta capacità accomodativa.


Con “ridotta capacità accomodativa del cristallino” si indica, in modo pratico, una difficoltà del sistema occhio-cristallino-muscolo ciliare a mettere a fuoco nelle attività ravvicinate in modo adeguato, stabile e prolungato. In clinica si parla più spesso di insufficienza accomodativa, inerzia accomodativa, astenopia o alterazioni associate della visione binoculare.


Nei bambini e negli adolescenti il tema conta perché studio, lettura, scrittura e uso di schermi richiedono ore di lavoro a distanza ravvicinata. La letteratura scientifica collega queste disfunzioni soprattutto a sintomi come affaticamento, visione sfocata, mal di testa, perdita del segno, difficoltà a mantenere l’attenzione e riduzione della resistenza al compito. Può essere una concausa dello sviluppo cognitivo, dislessia, iperattività, cervicalgie o lombalgie e con percentuali molto variabili a seconda dei casi.


Questo articolo raccoglie una bibliografia ragionata, utile per orientarsi tra studi clinici, revisioni e documenti di consenso.


Vista ad altezza degli occhi di un bambino che legge un libro con espressione affaticata
La fatica visiva può somigliare a disattenzione o rifiuto della lettura.

Che cosa si intende per ridotta accomodazione nei bambini e nei ragazzi

L’accomodazione è la capacità dell’occhio di modificare la messa a fuoco per vedere nitidamente da vicino. Non dipende solo dal cristallino. Entrano in gioco anche muscolo ciliare, innervazione, coordinazione binoculare, rifrazione non corretta e richiesta visiva.


Nei giovani non si parla di presbiopia, tipica dell’età adulta. Quando un bambino o uno studente ha sintomi da vicino, il clinico valuta aspetti diversi:


  • ampiezza accomodativa;

  • risposta accomodativa, cioè lag o lead;

  • facilità accomodativa, cioè capacità di cambiare fuoco;

  • equilibrio tra accomodazione e convergenza;

  • eventuale ipermetropia, miopia, astigmatismo non corretti;

  • presenza di strabismo, ambliopia o disturbi binoculari.


La fascia 0-20 anni è molto ampia. Nei lattanti l’accomodazione si studia con metodi oggettivi e il tema è più legato allo sviluppo visivo. In età scolare diventano centrali lettura, scrittura, attenzione sostenuta e sintomi da vicino. Negli adolescenti aumentano il carico digitale e lo studio prolungato.


Punto clinico chiave: una ridotta capacità accomodativa nei giovani può interferire con il comfort e l’efficienza nello studio.


Bibliografia clinica di base su accomodazione e visione binoculare

Queste fonti sono utili per capire definizioni, criteri diagnostici e gestione clinica.

Riferimento

Perché è utile

Scheiman M, Wick B. Clinical Management of Binocular Vision. Wolters Kluwer.

Testo clinico di riferimento per insufficienza accomodativa, disfunzioni binoculari, sintomi e trattamento optometrico.

Rutstein RP, Daum KM. Anomalies of Binocular Vision. Mosby.

Manuale classico sulle anomalie binoculari non strabiche e sulle relazioni con accomodazione e sintomi da vicino.

Cacho-Martínez P, García-Muñoz Á, Ruiz-Cantero MT. “Do we really know the prevalence of accommodative and nonstrabismic binocular dysfunctions?”. Journal of Optometry, 2010.

Revisione sulla frequenza delle disfunzioni accomodative e binoculari. Mostra quanto varino i dati in base ai criteri diagnostici.

García-Muñoz Á, Carbonell-Bonete S, Cacho-Martínez P. “Symptomatology associated with accommodative and binocular vision anomalies”. Journal of Optometry, 2014.

Collega anomalie accomodative e binoculari a sintomi riferiti dai pazienti, tra cui affaticamento e difficoltà da vicino.

Hussaindeen JR et al. Studi del gruppo BAND sulle anomalie binoculari non strabiche nei bambini in età scolare. Clinical and Experimental Optometry, 2017 circa.

Utile per la prevalenza in popolazioni scolastiche e per il peso delle anomalie accomodative associate.

Wajuihian SO, Hansraj R. Studi su accomodazione, convergenza e sintomi in studenti.

Fonte utile per il rapporto tra disturbi visivi funzionali e rendimento scolastico, con prudenza sulle differenze tra popolazioni.


Questi lavori aiutano a non ridurre il problema al solo cristallino. Nella pratica, molti studenti sintomatici presentano quadri misti: accomodazione inefficiente, convergenza insufficiente, difetti refrattivi lievi ma non corretti, postura inadeguata o uso prolungato di schermi.


Primo piano di occhiali pediatrici accanto a un libro aperto e matite colorate
La valutazione da vicino considera rifrazione, accomodazione e coordinazione binoculare.

Studi su lettura, apprendimento e rendimento scolastico

La domanda più delicata è questa: una disfunzione accomodativa può ridurre l’apprendimento?


La risposta più corretta è: qualunque disfunzione visiva, refrattiva, accomodativa, fusionale, riduce la qualità dell'immagine che arriva al nostro cervello, per cui inevitabilmente può ridurre comfort, resistenza e prestazione visiva da vicino, questo può influenzare il comportamento durante la fase di apprendimento e la produttività scolastica.


Ecco gli studi più citati per il collegamento tra funzione visiva, lettura e rendimento.

Riferimento

Cosa suggerisce

Shin HS, Park SC, Park CM. “Relationship between accommodative and vergence dysfunctions and academic achievement for primary school children”. Ophthalmic and Physiological Optics, 2009.

Studio spesso citato perché mette in relazione disfunzioni accomodative/binoculari e risultati scolastici nei bambini. È utile, ma non dimostra da solo causalità.

Palomo-Álvarez C, Puell MC. “Accommodative function in school children with reading difficulties”. Graefe’s Archive for Clinical and Experimental Ophthalmology, 2008.

Indaga la funzione accomodativa in bambini con difficoltà di lettura. Aiuta a distinguere difficoltà visive associate e disturbo di lettura.

Dusek W, Pierscionek BK, McClelland JF. “A survey of visual function in an Austrian population of school-age children with reading and writing difficulties”. BMC Ophthalmology, 2010.

Studio su bambini con difficoltà di lettura e scrittura. Evidenzia la necessità di valutare anche aspetti visivi funzionali.

Grisham JD, Powers MK, Riles P. Studi sulle abilità visive nei cattivi lettori e negli studenti.

Rilevanti per esplorare il ruolo di accomodazione, movimenti oculari e binocularità nella lettura.

Quaid P, Simpson T. Lavori su lettura, rifrazione e funzione oculomotoria in bambini con difficoltà di lettura.

Aiutano a capire che lettura e visione sono connesse, ma non sovrapponibili.


Dal punto di vista pratico, un bambino con insufficienza accomodativa può leggere più lentamente perché il testo diventa intermittentemente sfocato, perché deve fare pause frequenti o perché perde il segno. Può apparire svogliato perché il compito da vicino diventa faticoso molto prima che per i compagni.


Questo non significa che la vista “spieghi tutto”. Apprendimento e sviluppo cognitivo coinvolgono linguaggio, memoria di lavoro, attenzione, ambiente, sonno, stato emotivo e qualità dell’insegnamento.


Ma la funzione visiva è la porta d'ingresso delle informazioni che giungono al nostro cervello, per cui la qualità della stessa condiziona tutti gli aspetti su citati.


Dislessia, iperattività e comportamento scolastico

Molti sintomi visivi possono imitare comportamenti scolastici problematici:

  • evita di leggere;

  • salta parole o righe;

  • si avvicina molto al foglio;

  • perde concentrazione;

  • si agita durante i compiti;

  • chiede di fare pause;

  • lamenta mal di testa e altri sintomi;

  • peggiora nel pomeriggio.


Questi segni possono far pensare a svogliatezza, iperattività o dislessia. La letteratura invita però a distinguere bene i piani.


La dislessia è un disturbo del neurosviluppo legato soprattutto alla decodifica del linguaggio scritto e ai processi fonologici. Un problema refrattivo e/o accomodativo può peggiorare il comfort della lettura, quindi può essere una importante concausa.


Riferimenti utili:

Riferimento

Messaggio principale

Handler SM, Fierson WM, American Academy of Pediatrics, American Academy of Ophthalmology, American Association for Pediatric Ophthalmology and Strabismus, American Association of Certified Orthoptists. “Learning disabilities, dyslexia, and vision”. Pediatrics, 2011.

Documento di consenso fondamentale. Sostiene che i problemi visivi non causano la dislessia, pur raccomandando controlli visivi adeguati nei bambini con difficoltà scolastiche.

Evans BJW. “Dyslexia and vision”. Ophthalmic and Physiological Optics, 2001.

Revisione critica del rapporto tra dislessia e visione. Utile per evitare interpretazioni semplicistiche.

Vellutino FR, Fletcher JM e collaboratori. Studi e revisioni sui fondamenti cognitivi e linguistici della dislessia.

Aiutano a collocare la dislessia nel campo neuropsicologico, senza negare il ruolo del comfort visivo nella lettura.

Rouse MW et al. “Academic behaviors in children with convergence insufficiency with and without parent-reported ADHD”. Optometry and Vision Science, 2009.

Mostra una relazione tra sintomi binoculari e comportamenti scolastici simili a disattenzione. Riguarda soprattutto convergenza insufficiente, spesso associata a problemi accomodativi.

Granet DB, Gomi CF, Ventura R, Miller-Scholte A. “The relationship between convergence insufficiency and ADHD”. Strabismus, 2005.

Studio noto sul rapporto tra insufficienza di convergenza e diagnosi di ADHD. Va letto come associazione clinica, non come prova che una condizione causi l’altra.


La lezione clinica è semplice: se uno studente ha difficoltà di lettura o attenzione, serve una valutazione multidisciplinare. Controllare refrazione, accomodazione e binocularità è ragionevole.


Vista dall’alto di quaderni scolastici con una scheda di lettura e una lente di ingrandimento
Lettura e apprendimento richiedono di distinguere difficoltà visive e disturbi specifici.

Mal di testa, cervicalgie, lombalgie e sintomi fisici

I sintomi dolorifici sono spesso la porta d’ingresso alla visita. Tra quelli riportati nei disturbi refrattivi, accomodativi e binoculari compaiono:

  • mal di testa frontale o perioculare;

  • cervicalgie e lombalgie;

  • bruciore oculare;

  • visione sfocata intermittente;

  • diplopia occasionale;

  • nausea durante la lettura;

  • dolore al collo;

  • tensione alle spalle;

  • postura curva sul banco;

  • fastidio dopo uso prolungato di tablet, smartphone o computer.


Un ragazzo che non vede bene da vicino tende ad avvicinarsi troppo al foglio, inclinare il capo, irrigidire collo e spalle, piegare la schiena, quindi attiva una serie di tensioni muscolari in tutto il corpo. Il relativo dolore muscolo-scheletrico dipende anche da arredi, postura, ore sedute, attività fisica, stress e uso di dispositivi digitali.


Riferimenti utili:

Riferimento

Utilità clinica

Rosenfield M. “Computer vision syndrome: a review of ocular causes and potential treatments”. Ophthalmic and Physiological Optics, 2011.

Revisione su affaticamento visivo digitale, sintomi oculari e fattori accomodativi.

Sheppard AL, Wolffsohn JS. “Digital eye strain: prevalence, measurement and amelioration”. BMJ Open Ophthalmology, 2018.

Sintesi moderna su affaticamento visivo digitale, misurazione dei sintomi e strategie di riduzione.

García-Muñoz Á, Carbonell-Bonete S, Cacho-Martínez P. Journal of Optometry, 2014.

Utile anche per classificare i sintomi associati ad anomalie accomodative e binoculari.

American Optometric Association. Linee guida cliniche su accomodazione e vergenza.

Fonte clinica per segni, sintomi, test e gestione delle disfunzioni accomodative e binoculari.


Che cosa manca ancora nella ricerca

Gli studi sul trattamento vanno interpretati bene. La terapia visiva e le correzioni ottiche possono migliorare sintomi e funzioni specifiche in alcuni quadri clinici. Per esempio, la ricerca sulla convergenza insufficiente ha prodotto studi randomizzati rilevanti.


Riferimenti utili:

Riferimento

Cosa aggiunge

Convergence Insufficiency Treatment Trial Study Group. Studi clinici randomizzati sulla convergenza insufficiente nei bambini. Archives of Ophthalmology e altre riviste.

Mostrano che alcuni trattamenti possono migliorare segni e sintomi della convergenza insufficiente.

CITT-ART Investigator Group. Studi sull’effetto della terapia vergence/accommodative sulla lettura.

Importanti perché distinguono miglioramento dei sintomi visivi e miglioramento delle abilità di lettura.

Scheiman M et al. Studi clinici su terapia visiva, accomodazione e vergenza.

Utili per protocolli, misure cliniche e limiti dell’evidenza.


Una valutazione della efficienza della "Funzione Visiva" periodica e se del caso la verifica della presenza di un'occhiale adeguato alle attività svolte come previsto dal Regolamento Europeo MDR 745/201 è sicuramente un primo passo per la soluzione di tutte le problematiche anche complesse su citate e rendere lo studio meno faticoso e più produttivo.


Vista laterale di un adolescente che scrive su un quaderno con postura curva e luce naturale
La postura durante lo studio può peggiorare quando la visione da vicino è faticosa.

Come usare questa bibliografia nella pratica clinica o educativa

Per un bambino o uno studente con difficoltà scolastiche, la bibliografia suggerisce un percorso equilibrato.


Prima serve una visita oculistica e ortottica completa, soprattutto se ci sono cefalea, visione sfocata, strabismo, occhio pigro, familiarità o calo del rendimento. In base al caso può essere utile anche una valutazione optometrica funzionale e svolta da professionisti qualificati.


La valutazione dovrebbe includere almeno:

  • acuità visiva da lontano e da vicino;

  • refrazione, quando indicato anche in cicloplegia;

  • motilità oculare;

  • convergenza;

  • ampiezza e facilità accomodativa;

  • risposta accomodativa;

  • stereopsi;

  • sintomi riferiti durante lettura e studio;

  • eventuale invio a neuropsicologia, logopedia, pediatria o neurologia se emergono segnali specifici.


Il contenuto ha finalità informative e non sostituisce una valutazione sanitaria personalizzata. In presenza di sintomi persistenti, dolore, calo visivo o difficoltà scolastiche marcate, il passo corretto è una valutazione professionale integrata.


Prenota una consulenza senza impegni ed oneri da Bardelle l'Ottico di Venezia in c.so del Popolo, 71 - Venezia-Mestre, Tel. 041-959844


 
 
 

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
bottom of page